Sperlonga / Operazione Tiberio, il collegio respinge le eccezioni alle intercettazioni. Cusani in aula

Sperlonga / Operazione Tiberio, il collegio respinge le eccezioni alle intercettazioni. Cusani in aula

SPERLONGA – A pochi giorni dalla revoca degli arresti domiciliari il sindaco sospeso di Sperlonga ed ex presidente della Provincia di Latina Armando Cusani ha mantenuto fede alle promesse della vigilia partecipando alla terza udienza del processo dell’operazione “Tiberio” che lo vede tra i nove imputati con l’accusa di essere il regista di un’organizzazione formata da politici, tecnici comunali e imprenditori in grado di pilotare l’esito di appalti pubblici a Sperlonga ma anche a Maenza e a Prossedi. Troppo piccola l’aula del Tribunale di Latina in cui si sarebbe dovuto svolgere il giudizio immediato che il presidente Francesco Valentini (giudici a latere Fosso e Castriota) decide di proseguire, dopo una sosta di alcune ore, presso la più spaziosa Corte d’Assise. Tante le attese dei media su questa prima volta in Tribunale del due volte presidente della Provincia ma, alla distanza, dei nove imputati solo tre erano presenti in aula: oltre a Cusani, più tonico e prestante rispetto al “day after” della revoca dopo tre mesi dei domiciliari, erano presenti Massimo Pacini ed Isidoro Masi. Il collegio giudicante comunicava subito la decisione di respingere le eccezioni di legittimità costituzionale sollevate dal nutrito collegio difensivo in ordine alla mancata autorizzazione concessa alle intercettazioni telefoniche ed ambientali disposte dal magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Valerio De Masi, ed effettuate dai Carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Latina all’indomani del 19 settembre 2015 e, dunque, dopo l’iniziale semestre avallato dal Gip del Tribunale del capuologo. I difensori di Cusani – gli avvocati Angelo Palmieri e Luigi Panella – sono stati protagonisti, poi, di un lungo e durissimo interrogatorio, durato oltre due ore, nei confronti dell’attuale comandante della stazione dei Carabinieri di Sperlonga, Salvatore Capasso. L’ufficiale, per certi versi, ha smentito l’ex dirigente del settore urbanistica del comune, Massimo Pacini, che nelle fasi iniziali delle indagini aveva dichiarato, a quanto pare in maniera unilaterale, di aver ricevuto dal sindaco di Sperlonga, sin dal 2002, in comodato d’uso gratuito un’abitazione al vicino 30 di via Valle a Sperlonga della madre del sindaco Cusani – la signora Giovannina Sabella, deceduta peraltro nel 2008 – pur di evitare di emettere, come richiesto dall’autorità giudiziaria, le ordinanze di demolizione delle parti abusive realizzate presso l’albergo, “Grotte di Tiberio”, di proprietà dello stesso Cusani e del suocero Erasmo Chinappi. Per la Procura di Latina la corruzione si sarebbe consumata in questo modo ma il Maresciallo Capasso ha dichiarato, incalzato dagli avvocati Palmieri e Panella – di non aver visto e tantomeno acquisito una copia del contratto di cui ha sempre parlato Pacini. Il processo proseguirà ora il 6 ottobre con la nomina del perito che dovrà trascrivere la gran mole delle intercettazioni telefoniche ed ambientali allegati agli atti del processo e, poi, il 3 novembre con la deposizione di un confinante dell’albergo “Grotte di Tiberio” (il signor Tursi, firmatario di una pioggia di esposti e ricorsi contro gli abusi edilizi realizzati) e di un Ctu nominato dalla Procura, il geometra Tarozzi, in un altro procedimento penale relativo alla lottizzazione abusiva realizzata nei pressi della discussa struttura ricettiva della via Flacca.

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