Sperlonga / Arresti e scandali, per l’ex consigliere Nicola Reale “opposizione troppo silente”

Sperlonga / Arresti e scandali, per l’ex consigliere Nicola Reale “opposizione troppo silente”

SPERLONGA – La recente operazione “Omphalos” condotta dai Gico di Napoli e Bologna e dallo Scico di Roma della Guardia di Finanza, che ha smascherato un’organizzazione criminale dedita al reinvestimento di capitali di provenienza illecita nel settore immobiliare ma anche alle truffe nel settore delle assicurazioni e per individuare soggetti in difficoltà ai quali prestare denaro con tassi usurai, con interessi e sequestri effettuati anche a Sperlonga, Spigno Saturnia, Gaeta e Fondi, ha riproposto il ruolo dei “colletti bianchi” nelle pubbliche amministrazioni locali a sostegno dei traffici illeciti della criminalità organizzata, soprattutto della camorra. Eccellenti sono stati alcuni dei 12 arresti compiuti nel sud-pontino dalle Fiamme Gialle. Tra questi il 63enne Francesco Cicatelli, di Fondi che, coinvolto dall’operazione “Bad Brothers”, sarebbe stato impegnato a individuare potenziali “clienti” ai quali prestare denaro da richiedere con tassi usurai. Ma anche Antimo Morlando, di 56 anni, conosciuto con il nomignolo di “A Mucia”, che a Sperlonga si trovava ai domiciliari. Secondo le risultanze investigative il gruppo criminale sgominato dalla Finanza era legato a diversi clan attivi anche in provincia di Latina come i Mallardo e i Di Lauro ed era riuscito ad operare indisturbato negli anni anche grazie allo stabile e determinante appoggio di insospettabili colletti bianchi: funzionari di banca e commercialisti sparsi per l’Italia il cui apporto si è rivelato cruciale per l’espansione dell’organizzazione. Un vero e proprio impero quello messo sotto sequestro: 1.177 immobili, 211 veicoli, 59 società e 400 rapporti bancari per un valore di 700 milioni di euro. Alcune di queste proprietà si trovano anche a Gaeta, dove sono stati sequestrati 11 immobili in costruzione, mentre a Spigno Saturnia sono stati messi sotto chiave quattro terreni.

Nicola Reale

Ad alimentare il dibattito sono le impegnative dichiarazioni rese su facebook dall’ex capogruppo dell’opposizione al comune di Sperlonga, Nicola Reale, secondo il quale “l’arresto di Morlando avrebbe dovuto suscitare qualche allarme in “qualcuno” che ha il compito di rappresentare gli interessi della comunità sperlongana. Poteva essere l’occasione, ad esempio, per aprire, una volta per tutte, l’oscuro capitolo delle residenze regalate dall’amministrazione comunale a centinaia di persone, per puro caso tutte con spiccato accento campano, molte delle quali, sempre per pura coincidenza, si ritrovano ad avere cognomi identici a quelli di personaggi appartenenti a vari clan camorristici. Invece tutto tace, tutto resta tranquillo. La cattura di Morlando non può essere considerato un fatto episodico. Già nel 2012 fu arrestato, in una villa di Sperlonga dove stava trascorrendo le vacanze, il latitane Biagio Micillo, elemento di spicco del clan camorristico Mallardo. E nel 2011, sempre a Sperlonga, la Direzione Investigativa Antimafia confiscò una villa del valore di 13 milioni di euro appartenente all’avvocato e imprenditore campano Cipriano Chianese, più volte arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa”. E ancora Reale è spietato sulla recenti inchieste, tuttora in corso, che non hanno turbato la tradizionale tranquillità del borso saraceno: “Non ci hanno pensato neppure l’arresto del suo sindaco accusato di corruzione, l’inquietante coinvolgimento nell’inchiesta “Tiberio” dello stesso vicesindaco Francescantonio Faiola e nemmeno sequestro dell’Hotel Ganimede, di cui sindaco e vicesindaco sono proprietari”.

Nel mirino dell’ex candidato sindaco Reale sono finiti il Prefetto di Latina che ha “offerto un contributo sostanziale alla tranquillità del paese dichiarando che ‘Tutto va bene, madama la marchesa’ e finanche il nuovo gruppo di opposizione uscito dalle elezioni amministrative del giugno 2016, “Sperlonga cambia” che, “di fronte a questi problemucoli dozzinali, ha pubblicato sulla propria pagina facebook una bella fotografia di pomodori maturi, ricordando un problema che esiste da decenni: che l’amministrazione comunale non si interessa dei problemi degli agricoltori. Onore al merito”. Ad intervenire nel dibattito è un esponente politicamente impegnato nella lotta al crimine organizzato nel sud-pontino come Vincenzo Trani che scrive di stare dalla parte di Nicola Reale: “La mia stima per chi continuamente ci mette la faccia é infinita. Per chi ha avuto il coraggio di candidarsi a Sperlonga e di sedere sui banchi dell’opposizione figuriamoci se manca l’apprezzamento. Il fatto è che quando vengono a mancare riferimenti istituzionali come Questura, Prefettura, Guardia di Finanza, quando anche all’interno della Benemerita ci si deve scontrare per far rispettare la legge,ci si illude che l’opposizione diventi rivoluzione. Delegare troppo e solo alle forze dell’ordine non può e non deve bastare”. L’intervento, provocatorio, di Nicola Reale, ha rilanciato un interrogativo : bastano i social network per accelerare il processo di cambiamento per Sperlonga o serve la convergenza di tutte le forze positive e propositive della comunità e non solo?

La conclusione di Reale è caustica, severa, nei confronti dell’attuale opposizione guidata dall’ex candidato a sindaco e consigliere Marco Toscano: “ Dovreste bearvi di meno di avere qualche “like” in più e preoccuparvi di più della vostra solitudine politica, della totale assenza dei vostri partiti di riferimento, della latitanza di un prefetto, della maggioranza dei cittadini che vedono un nemico nelle forze dell’ordine. E rendervi conto che le dimissioni della maggioranza non si chiedono inutilmente a conclusione di ogni articolo, ma che un’opposizione agisce, mette in campo iniziative concrete e condivise per creare le condizioni che costringano la maggioranza a dimettersi. Sono queste le questioni politiche di fondo sulle quali – conclude Reale nei confronti degli esponenti di “Sperlonga Cambia” – siete sempre stati sordi e sulle quali non avete mai accettato nemmeno l’avvio di un confronto…”

Saverio Forte

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