Emergenza idrica, Pernarella (M5S): “Stato di calamità non risolve, commissariare gli ATO” (video)

Emergenza idrica, Pernarella (M5S): “Stato di calamità non risolve, commissariare gli ATO” (video)

GAETA – “Zingaretti, come sempre quando c’è un’emergenza, fa il possibile per scaricare le responsabilità dalla Regione, ora che il Lazio affronta il problema della poca disponibilità idrica, invece di mettere davanti ai propri doveri i gestori idrici che non hanno realizzato la necessaria manutenzione delle reti, preferisce dichiarare lo stato di calamità naturale e far ricadere sul Ministero la responsabilità, svincolando il gestore dalle responsabilità previste dalla carta dei servizi”. Lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gaia Pernarella, a margine della manifestazione pubblica contro Acqualatina tenutasi l’altro giorno a Gaeta.

“Il sud pontino – prosegue – da oltre un mese è soggetto ad un razionamento idrico causato dalle straordinarie condizioni metereologiche e dalla dispersione vicina al 69% e le opzioni ventilate per superare questa crisi non sono definitive, ma meri palliativi che non farebbero altro che rimandare l’emergenza alla prossima estate: i dissalatori proposti da alcuni sindaci aumenterebbero l’inquinamento delle acque superficiali in una zona che già ospita un allevamento ittico e il trasporto via nave graverebbe in maniera consistente sul prezzo al metro cubo e quindi sulle bollette che, per inciso, non prevedono alcun tipo di sgravio economico per compensare i disservizi di questi giorni.

Per dare risposte al territorio, abbiamo depositato una nuova interrogazione, dopo le tante già inviate all’attenzione della giunta, con la quale chiediamo a Zingaretti e Refrigeri se non pensano che sia il caso, alla luce della situazione attuale, di commissariare gli ATO regionali inadempienti.

Noi, e il resto del Lazio che lotta in questi giorni con una crisi idrica con pochi precedenti, vorremmo anche sapere quali saranno i tempi di attuazione dell’art. 4 bis della legge regionale 5 del 2014, ovvero il “Piano di sicurezza delle acque destinate al consumo umano” che, oltre all’attività di controllo della qualità e dello stato delle acque, prevede misure di prevenzione e risoluzione di problematiche come quelle che stiamo affrontando, senza bisogno di dichiarare uno stato di calamità che non risolve niente, oltre ai problemi dei gestori inadempienti”.

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