Fondi / Sospetto scarichi abusivi nel Canale Sant’Anastasia, i 5 Stelle chiedono verifiche

Fondi / Sospetto scarichi abusivi nel Canale Sant’Anastasia, i 5 Stelle chiedono verifiche

FONDI – Gli attivisti del meetp 5 Stelle “Amici di Beppe Grillo” di Fondi hanno inviato una lettera al sindaco Salvatore De Meo, al comando vigili urbani, all’assessore all’ambiente, al Consorzio di Bonifica, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, all’assessore all’ambiente della Regione Lazio, all’Arpa Lazio e ai Carabinieri del Noe, nella quale sollecitano una verifica immediata sulla esistenza di reati di natura ecologica – ambientale per l’esistenza di scarichi abusivi di acque reflue che si riversano nel canale Santa Anastasia.

“Con lo sviluppo della società – si legge nel documento – e con il miglioramento della qualità della vita sono di pari passo aumentati i consumi di acqua: oltre ad un vertiginoso aumento della richiesta per il settore turistico e agricolo, è aumentata significativamente anche la richiesta per uso domestico. In aggiunta ad un aumento quantitativo della richiesta d’acqua, si è verificata anche una crescente richiesta di acqua di “buona qualità”. Le attività antropiche di norma utilizzano acqua di buona qualità e la restituiscono (acque reflue) con caratteristiche qualitative peggiorate. Le acque reflue prima di essere restituite all’ambiente devono essere sottoposte a processi di depurazione in grado di renderle compatibili con la capacità auto depurativa dei mari, dei laghi e dei fiumi.

I trattamenti di depurazione devono essere più intensi nel caso in cui i corpi idrici in cui avvengono gli scarichi, presentano una bassa qualità. La normativa (D.lgs. 152/2006 smi) prevede un articolato programma di tutela, da un lato stabilisce per gli scarichi limiti alla concentrazione delle diverse sostanze inquinanti e dall’altro, attraverso le attività di monitoraggio, “quantifica” gli effetti dell’attività antropica e genera un quadro conoscitivo utile a definire adeguati programmi di tutela.

Pertanto si rimette all’attenzione per quanto segue:
Vista l’Ordinanza Sindacale del Comune di Fondi n.19 del 07/07/2017 ad oggetto: DIVIETO DI BALNEAZIONE LITORALE DEL COMUNE DI FONDI CODICE PUNTO 363 FOCE S. ANASTASIA;
Vista la nota ARPALAZIO prot. N.0052836 del 07/07/2017 dove si evidenzia il superamento dei limiti stabiliti dal D.lgs. 116/08 del parametro di “ESCHERIA COLI” nella foce del S. Anastasia;
Considerata l’esistenza dell’Ordinanza n. 196 del 06/10/2010 del settore Lavori Pubblici e Ambiente del Comune di Fondi, dove si ravvisava la necessità di emanare un nuovo specifico provvedimento teso ad obbligare tutti i titolari d’insediamenti civili, produttivi e turistici, di adeguare il sistema di smaltimento degli scarichi acque reflue urbane, alle normative vigenti, allacciandosi alla rete fognante cittadina, ove esistente, oltre che tutti i titolari di insediamenti isolati, non serviti da pubblica fognatura, di adeguare il sistema di scarico con idonei impianti tecnologici di smaltimento di reflui previsti dalla normativa vigente;
Facendo notare che nell’Ordinanza n.196 del 06/10/10 si avverte a chiunque non abbia ottemperato o continua ad effettuare scarichi in modo illecito, sarebbe stato punito con sanzioni amministrativa;
Visto l’alto tasso di abusivismo edilizio ricadente nel nostro territorio;
Vista l’esistenza della normativa per il monitoraggio ambientale delle acque e per il controllo delle acque reflue:
• D.G.R. 28/12/2016 n. 819, “Adozione dell’aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque Regionale (PTAR) in attuazione al D.lgs.152/2006 e ss. mm. ii.”
• D.G.R. 15/02/2013 n. 44, “Attuazione delle disposizioni di cui all’art. 120 del D.lgs. 152/06 e s.m.i. Individuazione della rete di monitoraggio delle acque superficiali della Regione Lazio”.
• D.G.R. 6/07/2012 n. 342, “Aggiornamento Piano di Tutela delle Acque Regionale (PTAR) – Convenzione con ARPA Lazio: definizione delle attività grave previste dalla convenzione ai fini dell’aggiornamento del PTAR; definizione del costo della convenzione e delle modalità grave di erogazione del finanziamento. Art. 121 c. 5, Decreto Legislativo 152/2006”.
• D.M. 8/11/2010 n. 260, “Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell’art. 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo”.
• D.C.R. 27/09/2007 n. 42, “Piano di Tutela delle Acque Regionali (PTAR) ai sensi del D.lgs. 152/99 e successive modiche ed integrazioni”.
• D.lgs. 3/04/2006 n. 152 e s.m.i. “Norme in materia ambientale” (Testo unico ambientale).
• Direttiva 2000/60/CE “Del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque” (Direttiva Quadro sulle Acque – DQA) GUCE 22/12/2000 – L327/1.
Vista la normativa esistente per il controllo e la gestione delle acque di balneazione:
• D.M. 30/09/2010 (G.U. 24.5.2010 n.119), “Definizione dei criteri per determinare il divieto di balneazione, nonché modalità e specifiche tecniche per l’attuazione del D. Lgs. 30 maggio 2008, n. 116, di recepimento della direttiva 2006/7/CE, relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione”.
• D.lgs. 30/05/2008 n.116, “Attuazione della direttiva 2006/7/CE relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e abrogazione della direttiva 76/160/CEE”.
• Direttiva 2006/7/CE “Del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 febbraio 2006 relativa alla gestione della qualità delle acque di balneazione e che abroga la direttiva 76/160/CEE”

Si invita alla verifica e controllo a ciascun organo in indirizzo, che possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente ai sensi del Testo Unico Acque D.lgs. n. 152/99. nonché delle leggi Regionali e sanitarie, per verificare la regolarità lungo tutto il tragitto del canale S. Anastasia e nei canali che confluiscono in esso, che gli scarichi sia in relazione al provvedimento di autorizzazione sia in relazione al rispetto dei parametri di immissione di sostanze inquinanti stabiliti nelle tabelle allegate alla predetta legge siano rispettati”.

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