Gaeta / Pd spaccato, alcune riflessioni sul documento dell’associazione “Agorà”

Gaeta / Pd spaccato, alcune riflessioni sul documento dell’associazione “Agorà”

GAETA – Non piace per niente al Partito Democratico di Gaeta – o a quello che resta – il fidanzamento politico avviato da tempo con Forza Italia. Il matrimonio non è stato ancora ufficialmente celebrato ma due “promesse” sono state formalizzate: la presidenza del consiglio comunale all’”Angela Merkel” della politica gaetana Pina Rosato e il sostegno elettorale promesso (quello si) alla ricandidatura del sindaco azzurro Cosmo Mitrano. Un “gruppo di iscritti del Pd” ha diffuso un durissimo documento in cui considerano i responsabili di quanto sta avvenendo a Gaeta nel Senatore Claudio Moscardelli e nel segretario provinciale del partito Salvatore La Penna. E loro riflessioni sono puntuali “nel metodo e nel merito” relativamente alle decisioni di un partito, il Pd, che “si definisce democratico addirittura nel nome”. Viene rispolverata una lettera firmata da quasi trenta iscritti – su poco più di cento tesserati – “bellamente ignorata dagli organismi locali e provinciali”. Cosa chiedeva, semplice: la convocazione di un’assemblea degli iscritti “per confrontarsi sulla volontà espressa da un pezzo di partito di sostenere Mitrano e la destra alle prossime elezioni comunali”. “ Le responsabilità del diniego certo vanno attribuite alla dirigenza locale – si legge nel documento – ma non possono essere sottaciute quelle ancor più gravi del segretario provinciale e dello stesso senatore Moscardelli, vero regista di tutta l’operazione. Essi pensano che ritagliarsi posizioni di potere nelle amministrazioni locali, salendo sempre sul carro del potenziale vincitore con liste PD finto-civiche, sia la sola ragione per stare in politica Il partito in questa visione è solo una macchina elettorale”. Questo gruppo di iscritti orbita attorno ad una attiva e poliedrica associazione, “Agorà”, che non è rimasta con le mani ma sostenere il candidato a sindaco Emiliano Scinicariello che, sostenuto dal movimento giovanile del Pd, ha tutti i presupposti per “inaugurare una stagione migliore” nel centrosinistra di Gaeta. Nel mirino di questi dissidenti – che rifiutano garbatamente questa etichetta – c’è l’operato del presidente uscente del consiglio comunale Pina Rosato: “Non fa niente che il soccorso al sindaco uscente di Forza Italia condurrà il Pd alla marginalità, facendolo apparire come una stampella per gestire il potere. Non fa niente che sarà vanificato il patrimonio di speranze e innovazione che pure aveva contrassegnato la nascita del Pd a Gaeta, relegandolo ad emblema del peggior consociativismo. Nel partito di Gaeta si sono materializzate due posizioni. Da una parte ci sono quelli legati ad una visione plurale della democrazia, dove contano più le idee che le tessere. Dall’altra un partito tendenzialmente personale e familistico, legato più alle tessere che alle idee”. Bordate, autentiche, nei confronti delle quali il Pd, provinciale e regionale, sarebbe stato spettatore inerme:” Nessuno (ai livelli superiori) si accorge che la divaricazione rende tutto il Pd più povero. Probabilmente non se ne accorgono perché sono gli stessi dirigenti che hanno contribuito a lasciare il partito in mano alle correnti ed alle tessere, lontano dalla vita vera e dalle persone. Quello che costoro – sempre con riferimento al Senatore Moscardelli e al coordinatore provinciale La Penna – non hanno capito che a Gaeta si rischia di mandare a monte anni di comune sentire sulla difesa dell’ambiente e dei beni comuni, sulla trasparenza amministrativa e sul buon governo. Rischia di passare il messaggio che se non appartieni allo schieramento vincente nonavrai diritto ai dividendi che una normale democrazia dovrebbe comunque garantire a tutti”. Poiché il Pd è un partito democratico il “gruppo di iscritti” dello stesso Pd avanzano un provocatorio dilemma:” Se il segretario La Penna ed il senatore Moscardelli vogliono liquidare il Pd e asservirlo a Forza Italia facciano pure. Esistono a Gaeta iscritti e simpatizzanti che non sono d’accordo con questa prospettiva”. Quando lo dimostreranno? Facile, il prossimo 11 giugno….

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