Sperlonga / Armando Cusani ai “domiciliari”, le reazioni della politica

Sperlonga / Armando Cusani ai “domiciliari”, le reazioni della politica

SPERLONGA – Da amministratore navigato qual è ha chiesto di buon mattino di avere la tradizionale “mazzetta” dei quotidiani perché all’informazione televisiva e dei quotidiani on line ci aveva giù pensato appena tornato a casa nel primo pomeriggio di giovedì. Del resto ha dormito, dormito tanto, circondato dall’affetto della moglie Roberta e delle tre figlie adolescenti che non vedeva dal 16 gennaio, giorno del suo clamoroso arresto. Queste scarne indiscrezioni sono trapelate dall’abitazione, nel centro storico della parte alta di Sperlonga, di Armando Cusani, il 53enne sindaco in carica ed ex presidente della Provincia ora ai “domiciliari” dopo la prevedibile decisione del presidente del secondo collegiale penale del Tribunale di Latina Francesco Valentini di concedere questa misura a Cusani e ai funzionari comunali Nicola Volpe e Isidoro Masi e di revocarla ad altri quattro imputati del processo “Tiberio”, Massimo Pacini, Gian Pietro De Biaggio, Andrea Fabrizio e Antonio Avellino. Di certo il ritorno del provato sindaco Cusani nella sua Sperlonga è stato, per certi versi, trionfale: le lacrime e la commozione del facente funzioni Francescoantonio Faiola (che ufficialmente non ha voluto rilasciare oggi alcuna dichiarazione perché è anch’egli indagato a piede libero nell’ambito dell’operazione “Tiberio”), uno striscione comparso su un balcone e tanti applausi, di turisti e residenti (ma anche di dirigenti di primissimo piano di Forza Italia di molti comuni del sud-pontino), hanno ribadito la vicinanza al loro sindaco “che fa ha fatto soltanto del bene” a Sperlonga. Sul piano processuale i legali del sindaco Cusani, Luigi Panella e Angelo Palmieri, confidano molto nel pronunciamento a breve da parte del Tribunale della Libertà dopo che la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per l’uomo politico arrestato il 16 gennaio scorso relativamente all’inutilizzabilità dell’acquisizione delle prove d’accuse. Se il Riesame dovesse confermare nel merito l’eccezione avanzata dall’alta Corte, il giudizio immediato il prossimo 13 giugno entrerà nel vivo con un durissimo colpo per il castello accusatorio formulato dalla Procura di Latina

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